martedì 16 dicembre 2008
Una artista poliedrica....
Moda inavvicinabile....
sabato 6 dicembre 2008
Un tema che non può avere frontiere....
Desidero proporre questa recente intervista a Gianna Jessen (pubblicata da "Grazia" il giorno 11/03/08), ricollegandomi al mio post del 20 ottobre 2008, "Figli non nati, parte di questa Italia" dove esprimevo la mia personale sensibilità antiabortista, usando peraltro toni del tutto rispettosi dell'altro, ovvero di chi è a favore della pratica abortiva. Pubblico questa intervista toccante - che non ha alcuna frontiera in quanto il tema è globale - in risposta (una risposta che nasce dalla drammaticità di una questione che tocca la società tutta) ad un commento lasciato da un anonimo che ha espresso la sua posizione, la sua sensibilità usando le armi che oggi sono classiche nei dibattiti televisivi: l'insulto. Vi invito a leggerlo (commento al post del 20/10/08). "Dialogo italiano" non è il mio blog, in senso stretto. E' pertanto superfluo intavolare un botta e risposta, fra l'altro con persone che usano l'insulto e non la dialettica ed il rispetto, che può anche contemplare la durezza nei toni, ma una durezza che sia cerebrale.
venerdì 31 ottobre 2008
Noi che... siamo sui 40...
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi che i pattini avevano quattro ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga e Daitan3.
Noi che si andava in cabina a telefonare con i gettoni.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che siamo ancora qui e certe cose a volte le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo, noi che siamo stati queste cose, e gli altri non sanno cosa si sono persi.
venerdì 24 ottobre 2008
Vacanze rilassanti (per chi?)



lunedì 20 ottobre 2008
Figli non nati, parte di questa Italia...

domenica 5 ottobre 2008
L'Italia è fatta anche da questi uomini


venerdì 3 ottobre 2008
Vale la pena di difendere questo Stato?
mercoledì 17 settembre 2008
Idrolitina e Galateo "moderno"...
Insolite immagini presidenziali...
Informazione e terrorismo direttamente dal 1978...
martedì 5 agosto 2008
"I miei morti"...
Entrambe le opere ripercorrono la vita e le imprese degli ex terroristi Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Per fornire un assaggio (fors'anche un pugno nello stomaco) a coloro i quali non hanno mai letto questi due ottimi lavori, riporto un breve passo tratto da "I terroristi della porta accanto", dove Valerio Fioravanti parla dei "suoi" morti, e lo fa con agghiacciante sincerità e limpida introspezione. Tutt'altra caratura umana rispetto alle difficilmente qualificabili dichiarazioni dell'ex BR Raffaele Fiore (ved. miei 3 post del 24, 27 e 29 maggio 2008), che nessuno ha avvisato (visto che lui non se n'è accorto) della fine degli anni di piombo! Se più volte ho ribadito che le vittime di quella sanguinosa stagione storica hanno avuto spazi risicati per esprimere il loro dolore e il loro punto di vista, non intendevo certo affermare che la voce dei terroristi non significhi nulla e non sia utile alla comprensione di un fenomeno storico che ha indelebilmente segnato l'Italia. La loro voce è fondamentale per capire, come lo è la voce di tutti gli attori di un epoca storica. E' che tutti avrebbero dovuto avere il diritto di parola e di replica, cosa che le vittime del terrorismo non hanno avuto, lasciando il campo libero (non certo per una spontanea scelta) agli ex rivoluzionari pentiti, dissociati, ecc.
lunedì 4 agosto 2008
giovedì 31 luglio 2008
Quante vittime in Italia, anche vittime delle sette....

domenica 20 luglio 2008
Destra estrema e criminale: un mondo poco conosciuto...
lunedì 14 luglio 2008
lunedì 7 luglio 2008
Cosa fare con questi figli? Consigli e perplessità direttamente dal 1951
lunedì 23 giugno 2008
Ricordando il papà di Cocco Bill
mercoledì 18 giugno 2008
Là dove c'era l'erba ora c'è una città...
Il bambino che sono (siamo) stato... (2/2)
Il bambino che sono (siamo) stato... (1/2)
“Il bambino programmato” è un articolo pubblicato il 7 aprile 1970 sulla “Domenica del Corriere”. Essendo nato nel 1967 ho letto questo pezzo con un interesse particolare, cercando di trovare in ogni rigo un accenno, seppur indiretto, ai miei genitori, al mio passato, all’educazione che ho ricevuto. Il risultato è stato, lo dico senza alcuna enfasi, sconvolgente per quanto mi sono ritrovato e per quanto certe tappe della biologia, a sentire i “futurologi”, porteranno (siamo nel 1970) a “programmare le doti delle generazioni future”… discorsi farneticanti che a volte ritornano. Assurdità a parte, ciò che colpisce in questo articolo (pubblicato in 2 post) è la sintetica, ma decisamente efficace capacità d’analisi di un modo di concepire e vivere la famiglia, “reazionaria” prima, “democratica” poi. Definizioni a parte, che risentono del clima post ’68, l’autore dello scritto propone delle spiegazioni alla solitudine e alla insicurezza che già allora si stava insinuando nelle nuove generazioni, nate nella cosiddetta società dei consumi. Come già scritto in altri post, la lettura del nostro passato è fondamentale per comprendere il nostro presente e sentire, quasi toccare con mano, quel ponte che unisce (o, paradossalmente, divide) epoche e generazioni.
Lo sfogo della senatrice Merlin
Tratto sempre da “L’Europeo” n.4, ottobre 2002, “Cinquant’anni di eros e tabù”, che riporta un pezzo pubblicato su “L’Europeo”, n.30 del 1963. E’ la replica della senatrice socialista alle accuse rivolte alla sua legge. Ciclicamente si parla di riapertura delle “case chiuse”. E’ un tema così complesso (implicazioni morali, logistiche, ecc.) che pensare di togliere le prostitute dalle strade per trasferirle in case più o meno aperte deve essere attentamente soppesato in ogni suo aspetto (etico e pratico), confrontandosi con la legge Merlin e la situazione precedente alla stessa, così da evitare leggi frettolose o talmente imperfette da risultare infruttuose, se non inattuabili.
Chiusura delle "case chiuse": la legge e le sue conseguenze




Mi sono già occupato, seppur brevemente, di questo spinoso e sempre attuale problema: nei post del 25 e del 26 aprile 2008. Ora propongo questo articolo tratto da "L'Europeo", n.38 del 1958 (pubblicato su “L’Europeo" n.4, ottobre 2002, “Cinquant’anni di eros e tabù”), anno di chiusura delle cosiddette “case chiuse”. Gettare fango, a priori, sulla legge Merlin e sulla stessa senatrice Merlin è sinonimo di superficialità, e in questo senso il pezzo è di indubbio interesse. Merita davvero di essere letto con attenzione, tenendo sempre un occhio al passato e uno al presente che, in tema di prostituzione, è davvero un presente triste e squallido. “Fino a che punto siamo preparati per fronteggiarne le conseguenze?” (della chiusura) si chiedeva, giustamente, il giornalista. Oggi invece dovremmo chiederci: fino a che punto siamo preparati per fronteggiare il caos esistente? E in quale modo contenerlo? Sì, contenerlo, perché un simile problema è cronico nella storia dell’umanità e quindi pensare di risolverlo è pura demagogia.
martedì 10 giugno 2008
Vittime, questi sconosciuti...
lunedì 9 giugno 2008
Il poliziottesco - filone riscoperto
